| Che
cos’è un Parco letterario?
È un luogo che ha ispirato un grande scrittore
e poeta, in un secolo più o meno lontano e che
conserva nei suoi tratti l’aspetto d’allora,
per fortunata occasione o precisa cura.
Queste aree sono i luoghi dell’ispirazione più
famosa, che -tentano accanto alla conservazione di una
particolare visione letteraria- di salvare armoniosamente
ogni elemento di natura, di costruzione artistica, o
di memoria storica del luogo. Tale cura si estende alle
opere e ai ricordi delle genti locali, meno note (o
del tutto sconosciute) ma che hanno lasciato traccia
del loro passaggio.
(Stanislao Nievo)
Luoghi e personaggi del Parco letterario
Casa Provedoni e Vecchio Duomo (I Provedoni e lo Spaccafumo)
…Lo Spaccafumo era un fornaio di Cordovado, pittoresca
terricciola tra Teglio e Venchieredo, il quale, messosi
in guerra aperta colle autorità circonvicine,
dal prodigioso correre che faceva quando lo inseguivano,
avea conquistato la gloria d’un tal soprannome…
…Alle volte, dopo settimane e settimane che non
s’era udito parlare di lui, egli compariva tranquillo
tranquillissimo alla messa parrocchiale di Cordovado…
…Dopo messa egli crocchiava con gli altri compari
sul piazzale, ed all’ora di pranzo andava di filato
colla sua faccia tosta nella casa dei Provedoni che
era l’ultima del paese verso Teglio.
(Le Confessioni di un italiano, cap. IV)
(Carlino e Aquilina)…la dimora di Venezia ci
diventava ogni giorno più odiosa e insopportabile
, sicché di comune accordo ci trapiantammo in
Friuli, nel paesello di Cordovado, in quella vecchia
casa Provedoni, piena per noi di tante memorie…
(Le Confessioni di un italiano, cap. XXII)
La Fontana di Venchieredo (Leopardo e Doretta)
Tra Cordovado e Venchieredo, a un miglio dei due paesi,
v’è una grande e limpida fontana, che ha
anche voce di contenere nelle sue acque molte qualità
refrigeranti e salutari. Ma la ninfa della fontana non
credette darsi unicamente alla virtù dell’acqua
per adescare i devoti, e si è ricinta d’un
così bell’orizzonte di prati, di boschi
e di cielo, e d’una ombra così ospitale
di ontani e saliceti che è in verità un
recesso degno del pennello di Virgilio. Sentieruoli
nascosti e serpeggianti, sussurrio di rigagnoli, chine
dolci e muscose, nulla le manca tutto all’intorno.
Colà dunque, intorno a quella fontana, le vaghe
fanciulle di Cordovado, di Venchieredo e perfino di
Teglio, di Fratta, di Morsano, di Cintello e di Bagnarola,
e di altri villaggi circonvicini, costumano adunarsi
da tempo immemorabile le sere festive…
…(Leopardo)…l’amore da lui preso,
più assai che per la fontana, per una bella ragazza
che ci veniva sovente (Doretta del cancelliere di Venchieredo),
e nella quale egli si incontrò soletto una bella
mattina di primavera…
(Le Confessioni di un italiano, cap. IV)
…le nostre fantasie rivedevano i tranquilli orizzonti
delle praterie fra Cordovado e Fratta, le belle acque
correnti in mezzo a campagne smaltate di fiori, i cespugli
odorosi di madresilva e di ginepro, i bei contorni della
fontana di Venchieredo cogli ombrosi sentieruoli e i
freschi marginetti di musco!
(Le Confessioni di un italiano, cap. XVIII)
Il Mulino di Stalis (Clara e Lucilio)
…Lucilio sudava per la fatica durata a moderarsi,
ma la briga maggiore era quella di trarre in salvo la
donzella, (contessina Clara) e in tal pensiero diede
giù per una stradicciuola laterale del villaggio,
e girando poi verso la strada di Venchieredo, giunse
a gran passi, trascinandosela dietro, sulle praterie
dei mulini…
…Entrarono dunque nel mulino, ma non ci trovarono
alcuno benché il fuoco scoppiettasse tuttavia
in mezzo alle ceneri…La Clara arrossì tutta
sotto gli sguardi del giovane. Era la prima volta che,
in una stanza e alla piena del fuoco, riceveva nel cuore
il loro muto linguaggio d’amore…
(Le Confessioni di un italiano, cap. V)
Il piazzale della Madonna (Bruto Provedoni)
…Un giorno vennero a raccontarmi che il colonnello
Giorgi e il caporal Provedoni, feriti sul ponte da una
bomba, erano stati trasportati allo Spedale militare,
donde per la gravità della ferita non era possibile
traslocarli… -La curiosità!- bisbigliava
Alessandro. -Mi par d’essere nel Brasile!.
-E a me a Cordovado sul piazzale della Madonna!- rispose
Bruto. Era il delirio dell’agonia che li prendeva…
(Le Confessioni di un italiano, cap. XXII)
(Aquilina Provedoni)…alla fontana o sul piazzale
della Madonna stava più volentieri con noi, che
collo sciame delle zitelle e dei vagheggini…
(Le Confessioni di un italiano, cap. XIX)
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