Santuario della Madonna

All’estremità settentrionale di Cordovado compare il santuario di Santa Maria delle Grazie, qui eretto nei primissimi anni del Seicento, vicino al luogo di un’apparizione.

Raro gioiello dell’arte seicentesca giunto integro sino a noi, a pianta ottagonale, il tempio è ornato con stucchi, bassorilievi, statue, tele, affreschi, in un gioco di luci e di colori che danno la misura di splendore e ricchezza nel culto. Fra gli altri vi lavorarono Filippo Zanimberti, Giuseppe Moretto, Baldassar d’Anna, Cataldo Ferrari, Santo Peranda, Antonio Carneo.

L’immagine che si venera nel sacro edificio, ritenuta miracolosa, raffiigura di una Madonna con Bambino (inizi del XVI secolo).
Il santuario fu affiancato nel 1711 da un convento di Padri Domenicani, che lo tennero fino al 1806 e che arricchirono il luogo di altre opere d’arte.

Nuova Parrocchiale

Nel 1950 si iniziò la costruzione della nuova parrocchiale, i cui lavori si protrassero fino al 1966.
La chiesa divenne una plurima testimonianza d’arte contemporanea, specie con le opere plastiche, pittoriche e vetrarie del veronese Pino Casarini (1897-1972), che qui si espresse dal 1961: basti ricordare il rosone della facciata con i Quattro cavalieri dell’Apocalisse, i bronzi del tabernacolo e del portale, i vasti affreschi con Annunciazione, Ultima Cena, Giudizio Finale e molte altre scene.

Al tempio lavorarono pure Aristide Albertella per le vetrate istoriate, Giuseppe Scalambrin per il coperchio del battistero, Italo Costantini per la Via Crucis e la Natività; inoltre qui vennero collocate le pale dell’antico duomo, tra cui il grandioso impianto della Madonna del Rosario, tardocinquecentesca, di Giuseppe Moretto, la Madonna del Carmine di ignoto veneto, il Nome di Gesù di Nicola Grassi, la Purificazione di Maria di Giuseppe de Gobbis, tutti settecenteschi.

Oratorio di Santa Caterina

Sorto forse nel XIV secolo in località campestre, accanto alla strada, l’oratorio di Santa Caterina si trovò successivamente posizionato al limitare dell’abitato che stava crescendo a Nord del castello, fino a divenire, nel primo Seicento, cappella pienamente urbana dopo la costruzione del Santuario.
Di proprietà privata (originariamente di una Confraternita?), l’edificio fu ornato a varie riprese, fra Tre, Quattro e Cinquecento, da vari pittori, conoscitori delle più aggiornate correnti artistiche del Friuli e del Veneto, che riempirono le pareti con non pochi componenti la corte celeste: Caterina, Giorgio, Giacomo, alcune Madonne, il Bambino, Sebastiano, Rocco, vescovi, sante. Un’ottocentesca pala d’altare ritrae la Titolare con accanto Maria, Gesù e altre Vergini.

Pieve (Duomo) di Sant’Andrea

Antica pieve concordiese, legata al Capitolo della Cattedrale, qualificata recentemente come duomo la vecchia chiesa di Sant’Andrea fu profondamente rimaneggiata o rifatta nel tardo Quattrocento (il portale reca un’iscrizione del 1477).

Originariamente ad aula unica, nel Seicento le furono addossate in maniera armonica due navate. L’interno contiene ancora molte parti e suppellettili in legno (pulpito, cantoria), che rendono l’atmosfera della parrocchiale di campagna degli ultimi secoli.
Dell’originaria decorazione rinascimentale rimangono cospicue tracce nell’area presbiterale (cuba) e agli altari laterali, tra cui si ricordano dei primi del Cinquecento la Santissima Trinità , il San Martino, i Dottori, evangelisti e profeti, con alcuni interessanti particolari (Orante, Angiolo musico), preceduti tutti cronologicamente dalla quasi scomparsa Madonna con Bambino della lunetta del portale d’entrata.