Santuario
della Madonna
All’estremità settentrionale di Cordovado
compare il santuario di Santa Maria delle Grazie, qui
eretto nei primissimi anni del Seicento, vicino al luogo
di un’apparizione.
Raro gioiello dell’arte seicentesca giunto integro
sino a noi, a pianta ottagonale, il tempio è ornato
con stucchi, bassorilievi, statue, tele, affreschi, in
un gioco di luci e di colori che danno la misura di splendore
e ricchezza nel culto. Fra gli altri vi lavorarono Filippo
Zanimberti, Giuseppe Moretto, Baldassar d’Anna,
Cataldo Ferrari, Santo Peranda, Antonio Carneo. L’immagine
che si venera nel sacro edificio, ritenuta miracolosa,
raffiigura di una Madonna con Bambino (inizi del XVI secolo).
Il santuario fu affiancato nel 1711 da un convento di
Padri Domenicani, che lo tennero fino al 1806 e che arricchirono
il luogo di altre opere d’arte. |
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Oratorio
di Santa Caterina
Sorto forse nel XIV secolo in località campestre,
accanto alla strada, l’oratorio di Santa Caterina
si trovò successivamente posizionato al limitare
dell’abitato che stava crescendo a Nord del castello,
fino a divenire, nel primo Seicento, cappella pienamente
urbana dopo la costruzione del Santuario.
Di proprietà privata (originariamente di una Confraternita?),
l’edificio fu ornato a varie riprese, fra Tre, Quattro
e Cinquecento, da vari pittori, conoscitori delle più
aggiornate correnti artistiche del Friuli e del Veneto,
che riempirono le pareti con non pochi |
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| componenti
la corte celeste: Caterina, Giorgio, Giacomo, alcune Madonne,
il Bambino, Sebastiano, Rocco, vescovi, sante. Un’ottocentesca
pala d’altare ritrae la Titolare con accanto Maria,
Gesù e altre Vergini. |
Nuova
Parrocchiale
Nel 1950 si iniziò la costruzione della nuova parrocchiale,
i cui lavori si protrassero fino al 1966. La chiesa divenne
una plurima testimonianza d’arte contemporanea,
specie con le opere plastiche, pittoriche e vetrarie del
veronese Pino Casarini (1897-1972), che qui si espresse
dal 1961: basti ricordare il rosone della facciata con
i Quattro cavalieri dell’Apocalisse, i bronzi del
tabernacolo e del portale, i vasti affreschi con Annunciazione,
Ultima Cena, Giudizio Finale e molte altre scene. Al tempio
lavorarono pure Aristide Albertella per le vetrate istoriate,
Giuseppe Scalambrin per il coperchio |
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| del battistero,
Italo Costantini per la Via Crucis e la Natività;
inoltre qui vennero collocate le pale dell’antico
duomo, tra cui il grandioso impianto della Madonna del
Rosario , tardocinquecentesca, di Giuseppe Moretto, la
Madonna del Carmine di ignoto veneto, il Nome di Gesù
di Nicola Grassi, la Purificazione di Maria di Giuseppe
de Gobbis, tutti settecenteschi. |
Pieve
(Duomo) di Sant’Andrea
Antica pieve concordiese, legata al Capitolo della Cattedrale,
qualificata recentemente come duomo la vecchia chiesa
di Sant’Andrea fu profondamente rimaneggiata o rifatta
nel tardo Quattrocento (il portale reca un’iscrizione
del 1477). Originariamente ad aula unica, nel Seicento
le furono addossate in maniera armonica due navate. L’interno
contiene ancora molte parti e suppellettili in legno (pulpito,
cantoria), che rendono l’atmosfera della parrocchiale
di campagna degli ultimi secoli. Dell’originaria
decorazione rinascimentale rimangono cospicue tracce nell’area
presbiterale (cuba) e agli altari laterali, tra cui si
ricordano dei primi del Cinquecento la Santissima Trinità
, il San Martino, i Dottori, evangelisti e profeti, con
alcuni interessanti particolari (Orante, Angiolo musico),
preceduti tutti cronologicamente dalla quasi scomparsa
Madonna con Bambino
della lunetta del portale d’entrata.
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