| Politica ambientale |
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Ambiente
ed ecologia
La politica ambientale è sicuramente al centro
dell’interesse collettivo: essa diviene strumento
necessario per la salvaguardia dell’ambiente e per
la tutela della salute del cittadino.
Non possiamo nascondere che da diversi anni l’Amministrazione
Comunale ha attivato una proficua collaborazione con i
Comuni vicini e le Associazioni locali per la creazione
ed il mantenimento di alcune oasi ambientali: fontana
di Venchiaredo, mulini di Stalis, ambiti naturalistici
in località Pars, riserva di caccia in via Vilunghi
e i Prati della Madonna.
Ma oltre alla creazione ed al mantenimento di questi siti,
si deve ricordare la particolare attenzione verso l’ambiente
con la gestione della piazzola ecologica, l’apertura
della discarica per inerti e la gestione della raccolta
differenziata. |
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ORARIO ECOPIAZZOLA
| INVERNALE |
ESTIVO |
MER 14.30 - 15.30
SAB 9.00 - 12.00
14.30 - 16.30 |
MER 14.30 - 17.00
SAB 9.00 - 12.00
14.30 - 17.00 |
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| Itinerari
ambientali |
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Area
di Stalis
La ricchezza idrica favorì lo sviluppo dei mulini
della località Stalis: dal Lemene fu derivato un
canale che serviva per azionare le pale e le macine. La
località ancor oggi costituisce, oltre ad un'attrattiva
d’interesse storico-insediativo, un richiamo naturalistico.
Le acque scorrono limpide tra rive alberate e distese
di campi e prati, in cui si leggono pienamente i modi
di coltivazione e i paesaggi tradizionali, con fossi,
siepi, rotazione agraria, alternanza di vigneti, di seminati
e di spazi erbosi. |
Fontana
di Venchieredo
Un unico ambiente, in cui i segni dell’agricoltura
tradizionale si accompagnano ai dati naturalistici, si
estende tra i comuni di Sesto, Gruaro e Cordovado, dall’area
di Stalis a quella di Venchieredo. Un tempo l’abitato
era più esteso, mentre ora dominano i dati paesaggistici,
in particolare le polle di risorgiva e i rivoli d’acqua
che si congiungono a formare ruscelli e rogge. La fontana
di Venchieredo costituisce inoltre un luogo culturale
d’altissimo interesse, per essere l’ambiente
di una fra le più palpitanti e poetiche pagine
delle Confessioni di Ippolito Nievo, rifugio di Leopardo
e Doretta (e oggi recuperato nell’ambito del Parco
Letterario che si intitola al grande scrittore risorgimentale).
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Prati della
Madonna e Parco dei Domenicani
Due aree attigue al Santuario conservano alcuni ricordi
storici del complesso rapporto instaurato nei secoli
tra la comunità e l’ambiente: i Prati della
Madonna e il Parco dei Domenicani.
I “Prati” ubicati tra la strada e la ferrovia,
costituiscono una distesa erbosa con alcune piante d’alto
fusto, che per espressa disposizione testamentaria della
contessa Giulia Mainardi-Marzin, non si possono alienare
o modi care, in modo da lasciare che la chiesa mantenga
un respiro di verde e di silenzio.
Il “Parco” si estende sullo spazio che i
Domenicani avevano via via adibito a brolo, frutteto,
orto, prato, vigna ed anche ad area di meditazione,
di preghiera, di riflessione e di svago.
Parco del
Castello
Gli spazi verdi che si vedono nell’area del castello
sono opera del XIX secolo; i primi interventi furono
di Carlo Sigismondo Freschi, che verso il 1820 fece
abbattere alcuni tratti di mura, per estendere verso
la campagna il parco, modellato secondo influenze romantiche,
soprattutto inglesi, anche mediante l’erezione
di sette collicelli, mentre le acque dei fossati vennero
convogliate in ruscelli.
Nella seconda metà del secolo il parco si allargò
al luogo ove sorgeva il castello vescovile e in seguito
fu creato un maggiore raccordo con gli spazi coltivati
attigui, verso Est.
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Documenti
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Denuncia
ai fini dell'applicazione della
Tariffa Rifiuti Urbani
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Guida
pratica alla raccolta differenziata
dei rifiuti solidi urbani
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